Malattie pappagalli

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IL MIO PAPPAGALLO E' AMMALATO ?

 

 


In natura i pappagalli hanno una preoccupazione primaria: quella di proteggersi dai predatori. Un pappagallo ammalato o ferito diventa l’obiettivo principale per i predatori. A causa di questo, i pappagalli hanno imparato a “mascherare” le loro malattie. Quindi nel momento in cui il pappagallo realmente mostra un segno evidente di malattia o malessere, spesso è tardi per intervenire. Per questo è molto importante riconoscere i sintomi e i segni di una malattia prima che diventi seria e di conseguenza mortale. Spesso si sente parlare di pappagalli morti improvvisamente, del tutto inaspettato. I proprietari spesso non si accorgono o non hanno avuto idea che il loro pappagallo fosse malato. Tuttavia, una volta interrogati sui sintomi specifici, ammettono di essersi accorti di piccoli determinati cambiamenti, ma non hanno realizzato che erano segni di una malattia in decorso. E’ bene quindi osservare spesso e con molta attenzione le feci quotidiane del pappagallo in modo da poter riconoscerne quando il colore e la consistenza cambiano. Anche notare i cambiamenti nelle abitudini e nel carattere possono aiutare a prevenire eventuali morti.

 

Pappagallo malattie

 

Ecco alcuni cambiamenti che possono avvenire e si possono sovente notare nel pappagallo domestico : 

 

  • cambiamento comportamento; il pappagallo normalmente è indipendente e invece richiede molte più attenzioni oppure si scosta completamente da voi. Se un pappagallo molto vivace perde l’interesse al gioco e ai suoi giocattoli, il pappagallo è stanco, svogliato, gli occhi assumono uno sguardo differente. Il respiro e il movimenti diventano più lenti e pesanti.

  • cambiamento feci (normalmente verdi e bianche); feci improvvisamente nere, scure, acquose, o cambiano totalmente colore senza che vi sia stato nessun cambiamento nell’alimentazione. Bisogna ricordarsi che ogni cambiamento nell’alimentazione può notevolmente interessare il cambiamento di colori e densità delle feci, quindi dovreste conoscere generalmente come sono le feci del vostro pappagallo.

  • cambiamento fisico; colore piumaggio, narici otturate, zone senza piume, croste attorno narici, occhi e/o becco, diarrea, starnuti, rantolii, respiro faticoso. 

  • cambiamento attività; il pappagallo mentre dorme non alza e non gira la testa sotto l’ala come di consuetudine per dormire, sembra svogliato e stanco, è appoggiato con il petto contro il posatoio o sul fondo della gabbia.

Se il vostro volatile mostra i sintomi descritti precedentemente, è importante portarlo al più presto da un veterinario aviario. Poiché questi segni diventano evidenti generalmente solo dopo che il pappagallo è ammalato per un certo lasso di tempo, persino ritardare di un giorno potrebbe essergli fatale. Ogni pappagallo è esposto ad incidenti o malattie in qualunque momento. Il nostro consiglio non può che essere quello di portare il pappagallo al più presto da un veterinario aviario di fiducia, affinché faccia la diagnosi e prescriva il trattamento opportuno. Molte volte piccoli incidenti o ferite che inizialmente non sembrano essere nulla di grave, finiscono per avere risultati tragici, ed altre volte ferite che possono sembrare serie al punto di mettere in pericolo la vita del pappagallo, risultano essere curabili con una pomata. Non si possono descrivere tutti gli incidenti che un pappagallo potrebbe avere in casa poiché ve ne sono di ogni genere, quindi ci limiteremo a descrivere in grosso modo alcune situazioni tipo. Quando ad un pappagallo accade un incidente, il principale problema normalmente che lo accompagna è lo stress.

Per potere ridurre lo stress del pappagallo, dobbiamo conoscerne il carattere. Alcuni si rilassano i compagnia del padrone , altri se restano soli, quindi cerchiamo di tenere in considerazione la personalità del pappagallo, eviteremo cosi di agitarlo. Una volta calmato il pappagallo cercheremo di prepararlo, nel modo meno traumatico possibile, per il trasporto dal veterinario aviario. Le ossa degli uccelli sono vuote e rompendosi possono normalmente lasciando varie schegge e punte affilate che tagliano la carne con facilità.

Questa è la ragione per la quale la maggioranza delle fratture negli uccelli è scomposta con fuoriuscita dell'osso dalla carne. Questo tipo di ferita è molto grave, poiché il tessuto osseo degli uccelli muore molto rapidamente al contatto con l'aria, e anche se agiamo tempestivamente, è possibile che non si riesca più a riposizionare l'osso in modo corretto. Se le ferite colpiscono la pelle o la massa muscolare, il danno è meno grave perché gli uccelli in quelle parti hanno una capacità di rigenerazione sorprendente e inoltre abitualmente, essi non sono soggetti alle infezioni come in conseguenza di ferite, benché queste si possano a volte manifestare e ovviamente, bisogna sempre prendere le dovute precauzioni necessarie.

 

Quando il problema non viene da un incidente bensì da una malattia, le cose sono più complicate. Alcuni pappagalli sono autentici esperti nell'arte di nascondere i sintomi delle malattie e quando finalmente il padrone se ne accorge, spesso è troppo tardi. Molte volte, li troviamo morti sul fondo della gabbia senza avere notato nulla di particolare e effettuata l'autopsia rileviamo che stava soffrendo di una malattia da molto tempo, senza che noi avessimo notato nulla. Ed è proprio per questo, che le visite periodiche di controllo sono molto importanti nei pappagalli, la prevenzione è la cura più efficace.

 

Cerchiamo di descrivere i principali sintomi che possiamo osservare nel pappagallo che potrebbe essere malato:

 

  • Inattività: i pappagalli malati normalmente si mostrano poco attivi, dormono frequentemente durante il giorno con la testa messa tra le piume della schiena. 

  • Mancanza di appetito: la maggior parte delle malattie provocano la mancanza di appetito, in questo caso possiamo osservare il pappagallo che non tocca il cibo che gli è stato offerto.

  • Eccesso di appetito: alcuni malattie portano il pappagallo a mangiare tutta la giornata, e nonostante ciò, non aumenta ma perde peso.

  • Dimagrimento: molte malattie provocano una perdita importante di peso. Questo non è sempre facile da vedere poiché le piume dissimulano il dimagrimento. Per essere sicuri che il pappagallo è magro, quello che possiamo fare è palpare il petto. In un pappagallo sano, il petto dovrebbe essere arrotondato ed dovremmo appena notare lo sterno, l'osso del petto. Se il pappagallo è magro, noteremo lo sterno affilato e senza carne intorno.

  • Piumaggio arruffato: l' arruffamento del piumaggio è una reazione del pappagallo per mantenere la temperatura interna. Intricando le piume mantengono un materasso di aria che il proprio corpo scalda e li protegge dai cali di temperatura. Questo sintomo lo si può osservare quando fa molto freddo oppure quando il pappagallo si sente malato e deve mantenere la sua temperatura corporea.

  • Sguardo spento: è molto difficile descrivere questo sintomo e probabilmente passerà inosservato alla maggior parte dei proprietari che non hanno pratica. Il pappagallo sembra triste e gli occhi non sono completamente aperti ma leggermente chiusi

  • Diarrea: le feci dei pappagalli quando sono normali hanno una parte solida di colore verdognolo ed una parte liquida trasparente o bianca (urine). La quantità di un o un'altra parte, come la consistenza della parte solida, sono direttamente relazionate con l'alimentazione dell'uccello, quindi se il giorno prima abbiamo loro somministrato solo verdura e frutta è normale che la parte liquida sia maggiore della solida. Anche il colore viene condizionato dall'alimentazione, se mangiano semi è verdognolo, se mangia estrusi il colore è più sul beige, se mangiano pomodoro sono liquide e rosse e cosi via. Quando vediamo che le feci non presentano parti differenziate ma sono completamente liquide, anche se l'alimentazione e varia, ci troviamo davanti ad una diarrea. 

  • Muco e respiro affannoso: come gli umani, anche per i pappagalli alcune malattie fanno loro produrre una gran quantità di muco che sono espulsi per gli orifizi del naso e un respiro affannoso o rantolii. Tutti quelli che abbiamo descritto sono solamente sintomi e qualunque di essi può essere provocato da una gran quantità di patologie differenti.

 

Qualunque sia il sintomo qui descritto,dovrebbe spingerci ad uscire immediatamente per andare subito dal veterinario aviario, affinché egli possa diagnosticare la malattia in modo preciso e possa somministrargli la terapia più indicata.

Veterinari aviari

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IL TUO VETERINARIO AVIARIO


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Qui di seguito troverete la lista di veterinari specifici "aviare" che potete contattare in caso di problemi ed urgenze se al vostro pappagallo o volatile serve una visita.

Per i veterinari che vogliono essere aggiunti o modificare i propri dati alla lista, possono contattarci tramite mail : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

 

LOMBARDIA  

 

PECCATI Claudio

Specialista in tecnologia e patologia aviare

Via Ravasi 23

21100 Varese (VA)

tel : 0332.287724

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CAPPELLETTI Alessandra

tel : 335.5938544

Riceve su appuntamento presso :

Clinica Veterinaria Città di Cantù

Via Papa Giovanni XXIII n. 4

22063 Cantù (CO)

oppure presso :

Ambulatorio Veterinario Dr. Lo Muscio

Via Pierluigi da Palestrina n.4

20124 Milano (MI)

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www.esoticvet.it

 

CROSTA Lorenzo

Consulenze Aviari, per animali esotici e da zoo

Clinica Veterinaria Valcurone

Via Kennedy snc

23873 Missaglia (LC)

tel: 039.9279338

tel: 348.8751171

 

TIMOSSI Linda

Clinica Veterinaria Valcurone

Via Kennedy snc

23873 Missaglia (LC)

tel: 039.9279338

tel: 348.8751175

Nota : riceve anche in Via Borsieri 32, Como (su appuntamento)

 

GRANATA Roberto

Via Gramsci 45

20083 Gaggiano (MI)

tel: 02.98081636

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RE Luca

Ambulatorio veterinario Santa Rita

via A. Binda 33

20143 Milano (MI)

tel: 02.97382078

tel: 347.3115000

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www.drlucare.it

 

RIPAMONTI Roberto

Medico Veterinario

Clinica veterinaria Galilei

Via G. Galilei 2

20068 Peschiera Borromeo (MI)

tel: 02.55302644

tel: 338.6469346

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RIPEPI Paolo

Medico Veterinario

c/o Clinica veterinaria Nord Milano

ambulatorio di Muggiò - sez. animali esotici

viale della Repubblica 9

20053 Muggiò (MI)

039.794823


 

TIRLONI Elena

Ambulatorio Veterinario Associato Di

D.ssa Manfredini S. E D.ssa Tirloni E.

Via Roma, 63

24048 Treviolo (BG)

tel: 035.201114 - tel:333.2767871

 

GHELFI Elena

Ambulatorio Veterinario Associato Ghelfi Nieddu

Via de Gasperi Alcide, 15

27100 Pavia (PV)

tel: 0382.468881

 

VISIGALLI Giuseppe

Clinica Veterinaria Liana Blu

Via Crispi Francesco, 14

20039 Varedo (MI)

tel mobile 24h al giorno 3930424749

tel e fax (dalle ore 09.30-19.30) 0362.544020

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PIEMONTE

 

THEDY Frida

ADLER srl

Clinica Veterinaria

C.so Torino 6

10098 Rivoli (TO)

tel: 011.9566670

tel: 011.9516510

www.adlersrl.it

 

BIELLI Mattia

Ambulatorio Veterinario

Viale Buonarroti Michelangelo, 20/A

28100 Novara (NO)

tel: 0321.624480

tel: 03356687471

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oppure presso

VRC - Centro Di Referenza Veterinario

Corso Francia 19  

10138 Torino (TO)

tel: 011-7650570

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MACARIO Roberto

10134 Torino (TO)
Visite a domicilio e negli ambulatori di Rivalta (TO) e Rosta (TO)
tel: 338.8989333

 

MARIETTA GOCC Marzia

10134 Torino (TO)
Visite a domicilio a Torino con reperibilità 24h su 24
tel: 333.9106713

 

SILVETTI Sergio DMV

via per Armeno n°1

28010 Miasino (NO)

tel: 340.1441276

oppure presso

VRC - Centro Di Referenza Veterinario

Corso Francia 19  

10138 Torino (TO)

tel: 011.7650570

 

VERRA Marco

Largo Iv Novembre, 13

12012 Boves (CN)

tel: 0171.389994

tel: 348.7938981

 

VIALE Alessandro

14100 Asti (AT)

tel: 338.8378976

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VALPREDA Enzo

Via Gozzano 5°

14100 Asti

tel: 348.7663098

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LIGURIA

 

PALESTRA Luca

Studio Veterinario Marino

Via Vesuvio, 31/R

16134 Genova (GE)

tel: 010.2424899

 

VERDINA Melania

Studio Veterinario

Via delle Cave 144I

19100 La Spezia (SP)

tel: 338.3656333

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FRIULI

 

ZUCCA Paolo

Università di Trieste

Via Severo Fabio, 140

34127 Trieste (TS)

tel: 0405587103 - fax 0405587104

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VENETO


AZZARA Erika

Medico Veterinario

30027 San Donà di Piave (VE)

Tel: 327.7906447

 

CATTAROSSI Diego

Medico Veterinario

Ambulatorio Casale sul Sile

Via G. Marconi 48/C

31032 Casale sul Sile (TV)

Tel: 0422.820468

Cell: 347.9334350


BELLESE Alessandro

Ambulatorio Veterinario

Via Buonarotti, 38/A/B

30038 Spinea (VE)

tel: 0415412007 – tel: 041952847

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MENENGHIN Ketti

Ambulatorio veterinario "San Giorgio"

Villaggio della Cooperazione 20

30020 Marcon (VE)

tel: 041.5951668

tel: 347.1856910

Orario 10-12, 16-19 Sabato 10-12

Chiuso venerdì mattina

 

AVANZI Marta

Ambulatorio Veterinario Associato

Dr.Avanzi - Dr. Mori

Via S. Pio X, 154

31033 Castelfranco Veneto (TV)

041.5952256 - 042.3722094

 

BENINI Fabrizio

Ambulatorio Veterinario Biban

Via Iv Novembre, 13

31030 Biban di Carbonera (TV)

tel: 0422.445022 tel: 02.700431175

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BEDIN Marco

Clinica Veterinaria Euganea
Via Tiziano, 6

35043 Monselice (PD)
tel: 0429.789809
tel: 338.4009259

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EMILIA ROMAGNA

 

SANTUNIONE GRANDI Franco

Via Cornadura, 11

41058 Vignola (MO)

tel: 059.773226

   

ZAMBONI Livia

Ambulatorio Veterinario Associato

Dr.ssa L. Zamboni E Dr.ssa M. Carretta

Via Mazzini Giuseppe, 6

40024 Castel San Pietro Terme (BO)

tel: 051.948094

 

TONELLI Alberto

Medico Veterinario

Dottore di Ricerca in patologia dei volatili del coniglio e della selavaggina

Membro della Association of Avian Veterinarians

via Stoppani 7

40136 Bologna

tel/fax 051.333962

tel: 360.976980

 

BEDIN Marco

Ospedale veterinario "I Portoni Rossi" "
via Roma

40069 Zola Predosa (BO)
Visite specialistiche su appuntamento:
tel: 338.4009259
Segreteria Osp. Vet. : 051755233

 

BERTONI Pierfrancesco

Veterinary Health Center

Via Don Sturzo 14

42042 Fabbrico (RE)

tel/fax 0522.665295

335.6114033

 

NARDINI Giordano, DMV

Exotic Veterinary Team

Ambulatiorio Cavina-Nardini

P.zza Sassatelli 28

41057 Spilamberto (MO)

tel/fax 059.783272

329.4271591 (24h)

www.ambulatorioveterinario.net

oppure presso

Clinica Veterinaria dell'Orologio

40037 Sasso Marconi (BO)

visita il giovedì mattina su appuntamento

tel: 0516.751232

 
 

TOSCANA

 

CAPPAI Nadia

c/o Clinica Veterinaria "Il gatto e la volpe"

Via Umbro-Casentinese 102/104

52011 Bibbiena (AR)

tel: 329-9732444

 

PAOLETTI Carlo

Clinica Veterinaria 24 Ore

Via Senese 259/b

50137 Firenze

si riceve solo su appuntamento

tel: 0552.322025

 

CAMERONI Silvia

Clinica veterinaria 24H

via Martiri di Liggieri, 10H

55060 San Michele in Escheto (LU)

tel: 0583.370500

 

BRUNETTI Leonardo

Clinica Veterinaria Dott. Leonardo Brunetti

E Maria Cristina Stroscio

Ambulatorio Veterinario

Via Bonellina, 242

51100 Pistoia (PT)

tel: 0573.382344

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TENTI Gabriele

Medico Veterinario

Visite, ricoveri e chirurgia presso :

Clinica Veterinaria

Borgo Nuovo

Via Rossini 3/ Via Manzoni 34

53034 Colle di Val d'Elsa (SI)

tel: 057.7959173

cell : 331.2658052 (per urgenze)

http://veterinarioesotici.jimdo.com

Visite per appuntamento presso :

Clinica veterinaria

- Il Falco

Via Sarzanese Valdera 750

58022 Follonica

www.clinicaveteriariailfalco.it

- Ambulatorio Veterinario

Valdarbia

53041 Asciano (SI)

- Ambulatorio Veterinario

Dr. Arcangeli - La California

57020 Bibbona (LI)


VACCARINO Roberto

Ambulatorio veterinario Staff Dott. Vaccarino Roberto

e Dott. Coppedè Simone

Via Firenze, 15 bis

54036 Marina di Carrara (MS)

tel: 0585.630268

tel: 328.7440110

 

DELI Gianluca

Delegato Regionale Umbria SIVAE

tel: 329.6589066

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c/o seguenti strutture :

- Centro Veterinario San Lorenzo

Viale Luigi Cadorna 69, Montevarchi (AR)

- Clinica Veterinaria 24h "Il Giglio"

Via S. Quirico 290, Campi Bisenzio (FI)

- Clinica Veterinaria San Silvestro

Loc. Montecchio, Castiglion Fiorentino (AR)

 

MARCHE

 

CIARMATORI Cinzia

Medico Veterinario

Consulente per animali esotici e selvatici

Visite su appuntamento !

Ancona

tel: 334.6628868

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LAZIO

 

COLLARILE Tommaso

CVS Centro Veterinario Specialistico
Clinica per Animali Esotici
Via Sandro Giovannini 53
00137 Roma (RM)

tel: 068.273512

tel: 349.1823727

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www.clinicaperanimaliesotici.it

 

MELILLO Alessandro

Veterinaria Clinica Omniavet

Piazza Omiccioli, 5

00125 Roma (RM)

tel: 06.52453374

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ZONETTI Stefano

Zoospedale Flaminio Srl

Clinica veterinaria

Via Bomarzo, 36

00191 Roma (RM)

tel: 06.3330186 • 06.3333208 • 06.3336110


SPAGOCCI Federico

Ass. Veterinaria la fenice

Via dei Meli 10b

00172 Roma (RM)

tel: 06.97618558

tel: 328.2481730

ORARI 9:30 - 18.00 (preferibilmente su appuntamento)

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DELI Gianluca

Delegato Regionale Umbria SIVAE

tel: 329.6589066

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c/o seguenti strutture:

- Clinica Veterinaria Zoospedale Flaminio

Via Bomarzo 56, Roma

- Ambulatorio Veterinario

Via Falisca 148, Civita Castellana (VT)

 


 

CAMPANIA

 

D'OVIDIO Dario

Via C. Colombo 118

80022 Arzano (NA)

tel: 349.6068826

tel: 333.2380533 

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PUGLIA

 

JEMMETT Laurence Patrick

Ambulatorio Veterinario

Via Garruba Michele, 52

70122 Bari (BA)

tel: 080.5219822

 

TULLIO Daniele

Via Deledda Grazia, 32

70010 Casamassima (BA)

tel: 080.676050

tel: 349.6734133

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FONTANA Patrizio Raffaele

Studio Medico Veterinario

Via Uggiano Montefusco, 6

74024 Manduria (TA)

tel: 099.9713951

tel: 333.3227571

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LARICCHIUTA Piero

Centro Veterinario Einaudi

Via Colaianni 23/A

70125 Bari (BA)

tel: 080.5018674

http://www.centroveterinarioeinaudi.it/home.php


 

SICILIA

 

COCO Giuseppe

Via Parco Cristallo 30

95030 Tremestieri Etneo(CT)

tel: 347.8780552

 

DI GIUSEPPE Marco

Med. e chirurgia aviaria

Ospedale veterinario città di Palermo 24h

Viale Strasburgo 289-291

90146 Palermo (PA)

tel: 091.6890875

tel: 335.1355877

www.ospedaleveterinariopalermo.it

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PUMILLA Ignazio

Esperto in med. e chirurgia aviare

via Trieste 23

91025 Marsala (TP)

tel: 333.2063391

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VAL D'AOSTA


 


TRENTINO

 

MULÈ Vincenzo

Studio veterinario

Alta Val di Non

Via Roma n. 30

38013 Fondo (TN)

tel: 338.8821639  

oppure presso

Ambulatorio veterinario

Galleria Vintler

via Galleria Vintler n. 13

39100 Bolzano

tel: 338.8821639 


 UMBRIA

 

DELI Gianluca

Delegato Regionale Umbria SIVAE

tel: 329.6589066

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c/o seguenti strutture :

- Ambulatorio Veterinario S. Lucia

via della Moda 4, Perugia

- Clinica Veterinaria Tyrus

via del Lanificio 9/a, Terni

- Clinica Veterinaria Mevania

via Flaminia 52/56, Bevagna (PG)

- Ambulatorio Veterinario Associato

Ponte Rio, Todi (PG)



 

 

ABRUZZO

 

TODISCO Gianluca

64100 Teramo

tel: 393.7506220

http://www.todvet.it/


 

MOLISE

 

 

BASILICATA

 

 

CALABRIA

 

 

SARDEGNA

 

DEMONTIS Roberta

Ambulatorio veterinario animali esotici e non convenzionali

via Luna e Sole 50A

07100 Sassari (SS)

tel: 338.9372136

tel: 079.3758328

http://www.paginegialle.it/ambvetdemontis

demontisroberta@gmail.com


 

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Dr. Alessandra Cappelletti

Medico Veterinario

Riceve su appuntamento presso

Clinica Veterinaria Città di Cantù - Via Papa Giovanni XXIII n. 4 Cantù (CO)

Ambulatorio Veterinario Dr. Lo Muscio V. Pierluigi da Palestrina n. 4 Milano

Tel: 335-5938544

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www.esoticvet.it

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Allevamento svezzamento

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ARTIFICIALE A MANO

SVEZZAMENTO PAPPAGALLI



Per quanto concerne l’allevamento a mano, esistono diverse linee di pensiero e metodologie, tutte più o meno valide a seconda dei punti di vista e dello scopo prefisso. Tuttavia l’allevamento a mano dei pullus di pappagalli è un’operazione molto delicata, sia dal punto di vista fisiologico che dal punto di vista psicologico, quest’ultimo particolarmente importante poiché le ripercussioni non sono immediatamente riscontrabili. L’argomento affrontato in questo articolo è dunque molto delicato e tocca non solo aspetti morali, etologici ed etici, ma anche e soprattutto, interessi economici nel commercio dei pappagalli. Si tiene a precisare, che l’articolo non è il frutto del pensiero e dell’opinione di un solo autore, bensì una raccolta di testimonianze e studi, anche sul campo, di scienziati quali zoologi, veterinari, biologi, comportamentalisti ecc. i quali, viste leAllevamento a mano alternative possibili e praticabili, sono giunti alla conclusione che l’allevamento a mano non è giustificato ne giustificabile, salvo casi eccezionali.
Con la pubblicazione di quanto segue, si vuole pertanto dar voce a questa linea di pensiero, lasciando all’ animale Uomo, quale unico rappresentante in possesso di questa peculiarità, il libero arbitrio.


In qualità di amministratrice del sito Pappagalli.ch, personalmente non giustifico l'allevamento a mano se non in casi particolari (salvaguardia). Nei numerosi anni, sono arrivata alla conclusione che questo mezzo non giustifica l'umano, che usa questa pratica, solo alfine di garantire un approcio facile e diretto tra pappagallo e umano.
Quindi meramente una soluzione egoistica dettata dall'umano perché desidera dal proprio animale "affetto", quest'ultimo senza tenere in considerazione le vere necessità dell'animale .
Oggigiorno ancora troppo pochi sono gli allevatori che veramente si dedicano alla corretta crescita di animali così complessi e che tengono conto durante la loro crescita, delle necessità reali.
Un pappagallo giovane può crescere tra i suoi consimili e genitori, ma anche essere ben integrato con l'umano.
Ma è una pratica complessa e lunga, che non porta immediamente il ritorno economico all'allevatore!!
Ma com'è veramente il pappagallo ? : IL PAPPAGALLO E IL SUO MONDO
Amiamo davvero i pappagalli ? Siamo disposti a prendere rischi e sacrifici per imparare NOI a convivere con animali ancora oggi complessi, ed accettarli con le loro condizioni, senza pretese ?
A questo motivo per meglio capire a cosa mi riferisco, vorrei leggeste con attenzione gli articoli sottocitati...se ne avete la voglia e pazienza...




“ALLEVAMENTO A MANO” - Un’ osservazione critica


Copyright by: Volker e Susanne Munkes, 2002

Solamente sulla rivista “Pappagalli” (edizione 7/2002), nell’allegato piccoli annunci, vengono offerti 39 pappagalli esplicitamente dichiarati “allevati a mano”: Amazzoni 16, Ara 4, Cacatua 6, Cenerini 13).
Sfogliando le rubriche relative, di quotidiani e settimanali, è facile constatare che:

a) viene offerto un gran numero di cosiddetti “allevati a mano” (in parte con l’attributo commerciale di “domestico” o “superdomestico”);
b) allo stesso tempo, un numero non inferiore di pappagalli viene ceduto dai proprietari (spesso per motivi di circostanza);

In non pochi casi di cessione, si viene a conoscenza che il soggetto era stato acquistato come “domestico allevato a mano”, ma che con il sopraggiungere della maturità sessuale si è dimostrato ingestibile.

CHE COSA SI INTENDE PER “ALLEVAMENTO A MANO” ?

L’allevamento dei nidiacei non viene lasciato ai genitori naturali. Se non proprio, come molto spesso utilizzata, con la pratica di togliere le uova e farle schiudere in apposite incubatrici, i nidiacei vengono tolti dal nido o subito dopo la schiusa delle uova, oppure poco più tardi. Questi, sistemati in “camere calde”, vengono alimentati dall’Uomo tramite sonde, siringhe, cucchiai o altri strumenti alternativi.

QUALE E’ LO SCOPO DELL’ “ALLEVAMENTO A MANO”?

I nidiacei o giovani uccelli devono venire “fissati” sull’Uomo (quale futuro proprietario/acquirente e “partner interattivo”) durante la fase sensibile di “impregnazione” e “socializzazione”. L’acquirente deve poter ottenere un volatile che rispecchi il suo desiderio di avere un amico in casa, docile affettuoso e malleabile.
Questo è un desiderio molto conservativo e tradizionale che (dal punto di vista umano) è comprensibile ed attuabile, ma anche molto condizionato dalla necessità di ottemperare ed armonizzare le esigenze specifiche delle Specie. E’ molto spesso dovuto alla romantica nostalgia di avere “un pezzo di natura in soggiorno”, di una vita armoniosa tra l’Uomo ed animale. Sono i quadri dell’ amazzone domestica sulle spalle di un indios. E’ un quadro della natura come noi la vogliamo. Ma, “la natura come noi la vogliamo, è molto diversa dalla natura come è veramente” (Wuketits, F.M. 2002: L’autodistruzione della natura – evoluzione e distruzione della vita, S.37, Dt.Taschenbuch-Verlag).
Non senza motivo annota W.Lantermann, in relazione all’allevamento a mano: “questa forma di allevamento dei pappagalli, induce i proprietari a consolidare nella loro mente, un quadro completamente sbagliato dei pappagalli stessi”. (Lanternmann, W. 1999 – Scienza dei Pappagalli, S.312, Parey Buchverlag Berlin).

Non viene naturalmente messo in discussione che, nella detenzione in cattività privata, l’ottenimento di un certo grado di familiarità con il pappagallo, non solo è un vantaggio ma una necessità. Per ottenere ciò, comunque, non è necessario l’allevamento a mano.

PERCHE’ VENGONO SEMPRE PIU’ ACQUISTATI, ANCHE DA PRIVATI, GIOVANI VOLATILI NON ANCORA SVEZZATI, PER POTERLI POI CONTINUARE AD ALLEVARE A MANO?

Ultimamente viene notato un Trend, da parte di acquirenti privati, ad acquistare presso allevatori o commercianti, pullus non ancora svezzati, per poi (per così dire successivamente) allevarli loro stessi a mano. Attraverso questa pratica deve (e può) venire stabilito un diretto (forte) rapporto con il proprietario.
Non può non essere considerato, che a fianco di questa intenzione mirata (non solamente questo è il caso di legame tra animale ed Uomo) anche la spinta innata dell’Uomo ad occuparsi di creature che mostrano “aspetti infantili”, gioca un ruolo non indifferente. Su questo tema Konrad Lorenz (cita nel: Le forme innate di possibili esperienze 1943) : “Noi tutti reagiamo verso i cuccioli di animali allo stesso modo in cui reagiamo verso i nostri bambini, con una ben definita gamma di caratteristiche, con sentimenti e impulsi, che sottostanno alla nostra attitudine e reazione impulsiva a curare ed occuparci dei nostri conspecifici. Esseri viventi, che mostrano questa combinazione di caratteristiche, vengono classificati come “dolci” e “carini”.
Questa caratteristica innata in ogni Specie (pertanto anche nell’Uomo) di occuparsi della prole, potrebbe persino venire considerata quale “pubblicità genetica programmata pro allevamento a mano” e spinge, non poco, la scelta verso questo tipo di allevamento.
In maniera drasticamente disarmante ha reagito una segretaria di redazione di un giornale, al cospetto di una foto riproducente un cucciolo di animale: “Mi spara il latte nel petto” (cita nel: Baumann, P., Fink O. (1979): Quanto sono amanti degli animali i tedeschi?, Fischer-Tagebuch-Verlag).
Poiché l’innato meccanismo, scatenante l’impulso di curare cuccioli, reagisce ad incentivi molto semplici, esiste (anche per l’Uomo) la possibilità che questo comportamento si inneschi anche al cospetto di figure estranee alla fattispecie. La disponibilità ad agire o la motivazione verso l’allevamento a mano, aumenta a causa del succitato meccanismo.
L’agire, non segue necessariamente il volere, perché vi è un’attività inconscia in cui, un atto intenzionale, che potremmo chiamare “volere”, non è presente sulla coscienza. (Gadamer, H.G., Vogler P. (1971): Nuova antropologia, Antropologia Biologica, S.39 Thieme, Stuttgart). Ma poiché l’Uomo possiede il correttivo dell’auto-riflessione, l’utilizzo dello “schema infantile”, nella forma di “decisione” inconscia” pro allevamento a mano, non è inevitabilmente determinata. La disponibilità su tutte le informazioni (pro e contro) ci permette comunque (al contrario degli animali) la “libertà d’azione”.

Questo breve viaggio nell’ Antropologia Biologica era inevitabile per chiarire, almeno in parte, gli aspetti poco considerati sulla motivazione (inconscia) umana, nella tematica “allevamento a mano”.

L’OBIETTIVO DELL’ALLEVAMENTO A MANO E’ ETICAMENTE GIUSTIFICABILE?

Senza entrare per il momento nel merito sulla generale possibilità di raggiungimento dell’obiettivo, rimane da stabilire se il successo che viene perseguito (arrivare ad avere un volatile “domestico”) , viene orientato principalmente dalle necessità umane. Generalizzando, si potrebbe parlare di motivazioni egoistiche. Poiché sia ai genitori-volatili che ai giovani-volatili, vengono negate (tolte) fasi di sviluppo naturali intrinseche, senza offrire alternative adeguate, con l’allevamento a mano si pratica un intervento irreversibile, che determinerà tutto lo sviluppo futuro del volatile.
L’allevamento a mano è pertanto (salvo casi di assoluta emergenza) eticamente non giustificabile.

GLI OBIETTIVI PROPAGATI DALL’ALLEVAMENTO A MANO SONO RAGGIUNGIBILI?

E’ innegabile che un volatile allevato a mano, viene inizialmente accolto con entusiasmo dall’acquirente/proprietario, perché non dimostra alcun tipo di timidezza verso di lui. Il volatile accetterà il proprietario quale “partner” e si renderà disponibile per tutta una serie di interazioni.
L’obiettivo di ottenere un volatile “domestico” e senza problemi è dunque possibile? Per il periodo sino al raggiungimento della maturità sessuale (secondo le specie da 2 a 6 anni) è senza dubbio possibile. Ma, al più tardi, con il raggiungimento di questo periodo, si verificano “disarmonie” tra l’Uomo ed il pappagallo, che spesso sfociano in atteggiamenti sempre più aggressivi del volatile.
Sono frequenti ipertrofie nel comportamento sessuale (minacce, tentativi di copulazione, beccate ed attacchi in volo) nei confronti del “sostituto partner”.
Risultato: gli obiettivi propagati, nella stragrande maggioranza, possono essere raggiunti solo per un periodo limitato.

PERCHE’ GLI OBIETTIVI PROPAGATI SONO, NELL’ALLEVAMENTO A MANO, RAGGIUNGIBILI SOLO PER UN PERIODO LIMITATO?

Per poter rispondere a questa domanda è necessario un approfondimento sui meccanismi dell’ “impregnazione” e della “socializzazione”. Per un giovane volatile, le fasi di impregnazione più sensibili sono quella del nido e quella successiva del periodo giovanile. I processi di apprendimento della cosìdetta impregnazione, non sono reversibili (dunque non cancellabili) e rimangono fissati per sempre. Così ancorati che, ad esempio, il contatto continuo con il genitore durante il periodo di cova naturale, sarà determinante per l’impregnazione sessuale verso soggetti della stessa specie.
Se, come nell’allevamento a mano, c’è a disposizione quale “genitore” solamente l’Uomo, seguirà un impregnazione sessuale verso la specie dissimile umana. Anche quando più tardi, un volatile allevato a mano, viene accoppiato ad un soggetto della stessa specie (nota: l’allevamento a mano in coppia dovrebbe essere almeno reso obbligatorio), non cambierà nulla sul “fissaggio” verso l’Uomo quale partner sessuale (con tutti gli aspetti negativi che ne conseguiranno).
Il fenomeno dell’impregnazione sessuale (sexual imprinting) è conosciuto da lungo tempo e dovrebbe, solo per questo, far desistere l’allevatore responsabile dal praticare l’allevamento a mano.
Comunque, non solo l’impregnazione sessuale, ma soprattutto l’impregnazione verso individui della stessa specie, è un fattore essenziale per una funzionale vita sociale nello stormo.
Al fine di evidenziare nuovamente l’enorme importanza dell’impregnazione nelle succitate relazioni, raccogliamo qui di seguito le caratteristiche essenziali dell’impregnazione:

• Una ristretta e circoscritta fase sensibile dello sviluppo, durante la quale si apprende;
• Quanto appreso non è correggibile;
• Quanto appreso è strettamente circoscritto;
• Il periodo di impregnazione e quello di utilizzo di quanto appreso, non devono necessariamente corrispondere;

Nell’allevamento a mano, attraverso un esperimento di “metodica privazione di esperienza” (se consapevolmente o meno non necessita spiegazioni in questo contesto), ai pullus ed ai giovani volatili viene tolta la possibilità di apprendere esperienze dai conspecifici durante la fase di ontogenesi. In poche parole, la realizzazione dei sensi nei pullus è, nei primi giorni, limitata al “tatto”. Sentono il rivestimento del nido, che in alcune specie viene completato con piumino, sentono il contatto di pelle con gli altri compagni di nido. Sentono il calore della madre, sentono il contatto del becco che stimola l’apertura del loro.
Seppur con tanta fatica e mezzi tecnici adeguati (camere calde con lampade di calore) l’Uomo potrà simulare solo insufficientemente queste prerogative.

Quando più tardi subentreranno i sensi della vista e dell’udito, la problematica dell’allevamento a mano raggiungerà un’ulteriore dimensione. I precedenti versi spontanei e non orientati dei pulli per ricevere cibo, vengono ora stimolati attraverso contatti dei becchi (tatto) e versi dei genitori (udito).
In alcune specie (come ad esempio le amazzoni) vengono persino emessi versi calmanti e tranquillizzanti. Questo repertorio di suoni e versi intraspecifico, che sta in un contesto biologico funzionale, nell’allevamento a mano viene a mancare quale potenziale d’apprendimento. Le prerogative del rapporto con i genitori, viene chiarito da Wanker nell’esempio sui Forpus (Wanker R., Crzuz Bernate L., Franck D. 1996 : “Sotialization of spectacled parrotlets Forpus conspicillatus” - “The role of parents, creches and sibling groups in nature, J. Ornithol. 137: 447-461).

Qualsiasi differenza delle condizioni (lezioni di apprendimento) nelle quali crescono due individui geneticamente uguali, porta inevitabilmente ad una differenza nelle caratteristiche sostanziali (talvolta necessarie al mantenimento della specie).
Quale documento fondamentale, concernente possibili conseguenze dell’allevamento a mano, può essere citato, tra l’altro, lo studio di H.J. Preiss e D.Franck, che descrive i gravi disturbi sociali di Roseicollis allevati a mano (Preiss, H.J., Franck D. 1974 : Sviluppo comportamentale isolato di Roseicollis allevato a mano (Agapornis Roseicollis), Z. Psicologia Animale 34:459-463).
Il fallimento dell’accoppiamento di una calopsitte allevata a mano con conspecifici non allevati a mano, viene descritto da Myers (Myers, S.A., J.R. Millam, T.E. Roudybush & C.R. Grau 1988: Reproductive success of hand-reared vs. parent-reared Cockatiels. Auk 115, S. 536-542).
Smith, documenta generalizzando, i problemi notati nei pappagalli allevati a mano ed anomalie nello sviluppo (Smith, G.A. 1985: problems encountered in hand-rearing parrots. In : Cage and Aviary Bird Medicine Seminar, Australien Veterinary Poultry Association pp 71-77)
Ralf Sistermann (Istituto di Biologia II / Cattedra per Zoologia e Psicologia Animale/ RWTH Aachen) indica, nel suo studio “Indagine sull’impregnazione sessuale di grandi pappagalli allevati a mano”, tra l’altro utilizzando i dati forniti da 43 allevatori, come sopraggiungano anomalie di comportamento, in genitori-volatili, che sfociano principalmente nella mancata somministrazione di cibo ai loro pulli. L’errata impregnazione potrebbe essere talmente grave, da rendere impossibile la riproduzione dei soggetti interessati.

Non dovrebbe passare inosservato, che i comportamenti evidenziati, rispettivamente la mancanza di peculiarità tipiche (se si segue l’opinione di R.Jordan) sono meno pronunciati nell’allevamento in comunità di “compagni di nido” (Jordan R. 1994).
Comunque, anche in questa variante dell’allevamento a mano, viene a mancare il contatto dei pullus/giovani-volatili, con i genitori o, questo contatto, avviene solamente per un periodo relativamente breve. Anche questo metodo è pertanto da considerare solamente quale male minore, poiché nella regola non esiste una necessità obbligatoria per la pratica dell’allevamento a mano.

Volatili allevati a mano, a causa dell’ errata impregnazione, spesso non sono più in grado di accoppiarsi con consimili. Detenere una coppia e farla riprodurre e’ raro e difficoltoso.
Con il raggiungimento della maturità sessuale, molto spesso insorgono comportamenti poco influenzabili. La gamma di comportamenti anomali và dall’autodeplumazione fino all’iperaggressività.
Gylstorff e Grimm indicano quali conseguenze di possibili disfunzioni nei pappagalli allevati a mano: comportamento sessuale anormale, prolungato comportamento infantile, autodeplumazione, uccisione della prole (Gylstorff I. & Grimm F. 1987 : Malattie dei volatili – Ulmer Verlag, Stuttgart).

QUALI EFFETTI HANNO SUI GENITORI L’ALLONTANAMENTO DEI PULLUS?

Quando vengono rimosse le uova dal nido (per incubazione artificiale) oppure vengono tolti i pullus per essere direttamente allevati a mano, in molti casi si rinnova nei genitori lo stimolo di covare. Si verifica pertanto un’ulteriore (non previsto nel normale ciclo) stimolo alla cova. Questo può portare in determinati casi (dipende dalla costituzione fisica dei genitori) ad un indebolimento fisico.
Si potrebbe a questo punto obiettare, che anche in natura libera avvengono casi di covate multiple con breve lasso di tempo. Ma è da considerare che in natura libera le covate multiple sono dettate da esigenze di mantenimento della specie, mentre in cattività queste esigenze non esistono.
Si suppone comunque (ma questo, per il momento non è supportato da studi specifici), che anche gli esemplari liberi in natura, soffrono a causa di covate multiple, indebolimento fisico.

La rimozione delle uova o l’allontanamento dei pullus, comporta senza dubbio nei genitori una situazione di stress, con relative (e nel frattempo conosciute) disfunzioni ormonali. In un altro contesto, Eva Millesi dell’Istituto Zoologico dell’Università di Vienna (Reparto Etologia), ha documentato l’influenza, in situazioni di stress, sugli ormoni sessuali (sui cenerini). Si sono dunque evidenziate, in “armoniose” condizioni (legame di coppia, stretti contatti sociali) nella secrezione di testosterone ed estrogeni, secondo E. Millesi, “sorprendenti similitudini”. Citazione: Poiché questi valori rispecchiano attività interne similari, si ottengono indicazioni sullo sforzo dello stress in un soggetto. Poiché la determinazione del valore ormonale, è stata eseguita da E.Millesi attraverso analisi fecale (pertanto non invasiva), sarebbe opportuno effettuare la stessa procedura su volatili i cui pullus sono stati prelevati per essere allevati a mano. I risultati non dovrebbero discordare.

Nello Studio di E.Millesi, la reazione successiva all’allontanamento del “partner” e conseguente isolamento del cenerino, ha portato ad un aumento immediato dei valori di corticosterone. E.Millesi ritiene che, con questa situazione sociale, vengano influenzati anche fattori immunologici.
In volatili isolati, per esempio, si sono evidenziati una più alta percentuale di batteri patogeni (stimolatori di malattie) nelle feci. (pubblicazione di E.Millesi in “Science goes public”, Università di Vienna 27.08.2001).

PERCHE’ AUMENTA COMUNQUE IL NUMERO DEGLI ALLEVATI A MANO?

Il desiderio di molti potenziali acquirenti di ricevere un volatile “super-domestico”, genera, a causa della mancanza di un’adeguata informazione in merito agli aspetti negativi dell’allevamento a mano, un mercato interessante sotto l’aspetto economico. Soggetti allevati a mano vengono, , offerti a prezzi decisamente superiori di quelli che non lo sono, con la scusa dell’alto investimento e delle migliori caratteristiche (“domestico”, super-domestico”). Alcuni allevatori aumentano ulteriormente il loro fatturato (utile) , praticando la rimozione delle uova o l’allontanamento dei pullus e costringendo i genitori a covate multiple. In questo modo, vengono “prodotte” uova e quindi giovani volatili, in numero decisamente superiore a quello del ciclo biologico naturale. La richiesta in costante aumento di volatili “domestici”, ha come conseguenza una crescita continua dell’offerta. Conclusione: l’allevamento a mano è un affare vantaggioso. Generalmente i potenziali clienti vengono tenuti all’oscuro degli aspetti negativi di questa pratica. Un’onesta informazione verso un numero sempre maggiore di acquirenti, avrebbe un influsso negativo sul guadagno di questa conveniente attivita’.

L'ALLEVAMENTO A MANO POTREBBE INFLUENZARE LA RIDUZIONE DELL’IMPORTAZIONE DI VOLATILI SELVATICI E QUINDI SALVAGUARDARE LA “POPOLAZIONE AVIARIA” NEI PAESI DI ORIGINE?

Ogni nuova prole contribuisce solo superficialmente alla riduzione delle importazioni. Si deve comunque considerare, che i soggetti allevati a mano sono solo saltuariamente ed in modo condizionato in grado di riprodursi. Timothy Wright (Università del Maryland) e Catherine Toft (Università della California) hanno raccolto, per la prima volta, nell’ambito di uno Studio, dati degli ultimi 22 anni (in totale 23 studi sul campo) sulle cove dei pappagalli tipici dell’America Centrale e del Sudamerica. Mediamente, un nido su tre viene depredato. Il 70 % dei giovani volatili viene catturato dai bracconieri (risultato di 4 studi sul campo). Gli autori hanno constatato gravi conseguenze sulla popolazione aviaria a causa del commercio di pappagalli. Inoltre, a causa della perdita di spazio vitale, viene minacciata l’esistenza di diverse specie.

Cosa ha a che fare tutto ciò con il tema “allevamento a mano”? A causa della succitata situazione potrebbe diventare necessario, in tempi prevedibili, proteggere in cattività allo stato selvatico, specie minacciate a causa del bracconaggio, prima della fine totale (esempio: Ara di Spix). Dovesse però continuare questo trend all’allevamento a mano, non resterebbero alla fine (quasi) a disposizione, soggetti atti ad essere reinseriti.
Gregor Klaus, scrive nel “Nuovo giornale di Zurigo” (21.11.2001) nel riassunto in relazione allo Studio di Wright e Toft: “Fino ad ora, quasi tutti i progetti di reinserimento in natura di pappagalli di cattura, devono combattere contro un’infinità di problemi. “Non c’e’ da meravigliarsi, a questo ci porta l’allevamento a mano con la sua impregnazione verso l’Uomo. Solo pochi di questi animali disadattati sapranno cavarsela nella natura selvaggia”.

Similarmente, questa problematica viene valutata dal “Wildlife Preservation Trust International”. Citazione:”Purtroppo i volatili allevati a mano, sono molto meno adatti ad essere reinseriti, che quelli allevati dai genitori”.

Harsfield riporta enormi difficoltà con “Pappagalli del Capo” allevati a mano (Poicephalus robustus) nel quadro di un progetto di conservazione (Harsfield, W. 2001) : Captive Breeding of the Cape Parrot, Amazona Parrot Breeding facility, KwaZulu-Natal).
Tutte le succitate problematiche, derivano principalmente da disturbi comportamentali dovuti all’allevamento a mano, nel senso di Juppien. Citazione: “Un disturbo comportamentale, si rivela sempre quando l’animale interessato soffre e/o non è più attuabile l’inserimento nella natura selvaggia”. (Juppien, A. 1996: Disturbi comportamentali nei pappagalli di grossa taglia, Vet.-med. Diss. Università di Giessen).

COME E’ POSSIBILE OTTENERE LA NECESSARIA “FAMILIARITA’” CON UN VOLATILE, SENZA DOVER RICORRERE ALL’ALLEVAMENTO A MANO?

I pappagalli sono animali estremamente sviluppati, con una vasta e complessa gamma di fattori comportamentali. Chi si interessa seriamente sulla detenzione di un pappagallo e non segue un impulso, come purtroppo spesso accade, dovrebbe in primo luogo valutare quale specie e’ in grado di detenere, tenendo conto delle caratteristiche peculiari delle rispettive specie (comportamento, gabbia, clima, tempo disponibile).
Un’approfondita e preventiva informazione è assolutamente indispensabile. Se la decisione cade su giovani volatili, l’interessato non potrà naturalmente aspettarsi di ricevere un volatile “finito”. All’inizio deve essere disposto ad investire empatia e pazienza, al fine di ottenere un rapporto comune e giustapposto. Questo “sforzo” verrà premiato perché il volatile non subirà una costrizione nel venire addomesticato ma, per così dire, si fiderà dell’Uomo per propria scelta; questo, con il tempo, andrà anche a tutto vantaggio dei sentimenti e soddisfazioni del proprietario.

Contrariamente all’opinione diffusa (anche questa per motivi commerciali), che solamente gli allevati a mano diventeranno “domestici”, lo stesso risultato si ottiene con quelli covati e cresciuti naturalmente e curati con responsabilità. Si tiene a precisare, che i cosidetti “covati e cresciuti naturalmente”, che si trovano in cattività, non sono da ritenersi propriamente dei “selvaggi” a causa dell’impossibilità a riprodurre in cattività (gabbie, voliere, spazi ecc.) l’ambiente naturale. Sarebbe più opportuno parlare di tali volatili quali “covati e cresciuti con orientamento naturale”.
Se lo scopo rimane quello di ottenere volatili psichicamente e fisicamente stabili, adatti a vivere in appartamento, che mantengano tutte le caratteristiche proprie della specie, anche per questi “volatili con orientamento naturale” è necessario notevole impiego di tempo e cura. L’ “arte” sta, da una parte, nel mantenere a livello minimo gli interventi strettamente necessari (la pulizia e somministrazione di cibo deve avvenire con le dovute precauzioni e nei momenti in cui i volatili si mostrano tranquilli e rilassati), dall’altra, prima con l’abituare i pullus alla voce umana e poi i giovani volatili alla vista degli umani; il tutto senza causare “disturbo” ai genitori che, a seconda della Specie, possono essere molto sensibili ed aggressivi. L’opinione comune che l’impegno per “volatili con orientamento naturale” sia relativo, potrebbe essere vero per quegli allevatori che si limitano alla pulizia ed alla somministrazione di cibo. Non vale certamente per gli allevatori responsabili, che si sono posti i traguardi succitati. Gli allevatori responsabili sono assolutamente in grado di fornire agli interessati soggetti svezzati. Rimane comunque nelle mani dei futuri proprietari, la possibilità di incrementare il rapporto di fiducia con i loro giovani volatili.


LA “MERCE ANIMALE” – L’AFFARE CON L’ALLEVAMENTO A MANO

Oggi, i pappagalli allevati a mano, sono generalmente una volta e mezzo più costosi di quelli ad “orientamento naturale” e il doppio se non il triplo di quelli importati (di cattura) della medesima Specie. “ L’allevamento a mano, anche considerandone l’investimento, diventa un affare estremamente lucrativo nell’ambito del commercio del Pet.” (Lantermann W. 1998: Disturbi comportamentali dei pappagalli, causa – diagnosi – terapia, Ferdinand Enke Verlag, Stuttgart).

Quanto sia grande l’interesse verso l’allevamento a mano, si rileva, nel frattempo, dal numero di riviste specializzate vendute, dove vengono dedicate solo poche righe agli aspetti negativi di questa pratica (al massimo un breve capitolo).
L’editore del libro di recente pubblicazione, pubblicizzato quale “Opera-Standard in lingua tedesca sul tema allevamento a mano” dal titolo “Allevamento a mano dei pappagalli” (Wagner R.K. 2001 – Verlag Michael Biedenbaender) dichiara che solo dopo pochi mesi, a causa della grande richiesta, hanno dovuto pubblicare una nuova edizione.
In quest’ Opera-Standard, solamente 6 di 123 pagine sono state dedicate ai “pro” e “contra” nell’allevamento a mano.
Il libro viene, tra l’altro, pubblicizzato con le seguenti parole: “Una grave lacuna, nel mondo del libro, è stata finalmente colmata. Il biologo Matthias Reinschmidt descrive ampiamente nel suo libro, tutti gi aspetti dell’ incubazione artificiale e dell’allevamento a mano”.

L’allevamento a mano, che in origine era una pratica saltuaria, nel frattempo è divenuta pratica standard per diversi allevatori. L’intervento sullo svolgimento naturale dello sviluppo, viene visto ed accettato come pratica normale. La scelta e l’implementazione di questa pratica, non viene supportata da criteri ed indicazioni mediche o etiche, bensì da interessi economici. Per far fronte alla grande richiesta di volatili addomesticati e quindi con l’intento di aumentarne la “produzione” diminuendo le perdite, molti allevatori si avvalgono di equipaggiamenti ad alta tecnologia. Alcuni impianti di allevamento in Germania, sono, sia per dimensione che per l’offerta di volatili ed equipaggiamento, paragonabili alle grandi fattorie-allevamento americane (USA). Avvalendosi delle possibilità date dal W.W.W. , questi allevatori presentano le loro strutture come marchio di professionalità.
Il seguente, è un tipico esempio di strategia commerciale sulle pagine pubblicitarie di un allevamento tedesco di pappagalli: “Forniamo pappagalli di molte Specie tutto l’anno. Sia a partire dall’uovo che a partire dalla quinta settimana. I soggetti sono tutti allevati a mano e superdomestici per qualsiasi persona. Li potrete manipolare immediatamente alla consegna e una parte di loro è parlante. Su richiesta, ci accolliamo l’impegno di allevare per voi a mano a partire dall’uovo.”

Lo stesso allevatore annuncia, senza darne troppa rilevanza che, “su richiesta” vengono forniti anche pappagalli “selvatici”. Sembra comunque poco probabile che, dopo gli annunci “superlativi” sugli allevati a mano, qualche acquirente spenda anche un solo pensiero sulla possibilità di acquistarne uno "selvatico".
Il calcolo commercio-promozionale, che fa leva sui sentimenti dell’acquirente, funziona quasi sempre. Si adatta perfettamente al contesto la frase del Dott. Wolf Herre, zoologo di Kiel : “La conoscenza dell’Uomo sul comportamento degli animali e non impulsi sentimentali, sono alla base della cura degli animali”.
Sono purtroppo pochi gli allevatori che offrendo i loro volatili dichiarano: “Al fine di evitare anomalie comportamentali, il mio più grande impegno è di rinunciare completamente ad allevare a mano e lasciare che i giovani volatili vengano allevati da genitori della stessa Specie. Anche per questo, da me, tutti gli animali rimangono con i loro genitori sino a completo svezzamento. Per questo, dal mio punto di vista, viene garantita la continuità di comportamento tipica delle Specie appreso dai genitori (nella misura in cui si puo’ parlare nella detenzione in voliera).

 

“IL VERO ED UNICO TUTORE DEI PAPPAGALLI, CHI E' ?"


Articolo tratto e pubblicato su gentile concessione di : http://www.associazioneitalianarecuperoanimaliselvatici.org (AIRAS)

di: Manuel Angel Jimenez

N.B. Tutte le fotografie sono di proprietà di Manuel Angel Jimenez - è vietato l'utilizzo.

Negli ultimi due o tre anni, è abituale leggere (in Spagna, n.d.r.) nei forum, la parola "tutelare" o "pappagalli tutori".

Quindi noi ci domandiamo: di che cosa si tratta? A cosa serve? E’ veramente necessario?

Quando domandiamo al nostro allevatore, la sua risposta solitamente è "allevo pappagalli da tutta una vita e non ho mai avuto bisogno di questo, si tratta di "mode" di questi nuovi allevatori...”
Bene, non entrerò nel dibattito nè criticherò qualcuno che non la pensa come me. Cercherò solamente di rispondere ad alcune delle domande che frequentemente mi vengono poste.

Un nuovo gruppo di pulli con Tutori

Un nuovo gruppo di pulli con Tutori

Cosa sono i pappagalli tutori ( o educatori, n.d.r.)?

Sono pappagalli adulti o semiadulti, di origine selvatica o nati in cattività, allevati a mano o allevati dai genitori, ma tutti devono avere in comune certe qualità, tra le quali:
devono accettare la convivenza con pappagalli giovani, devono sapersi mettere in relazione con altri pappagalli, devono avere comportamenti "naturali", non è pericoloso per esempio che un tutore dica alcune parole (questo non sarebbe naturale), ma invece è pericoloso quando un tutore manifesti comportamenti stereotipati, vizi (o picaggio), quando urlasse (senza ragione) e, per riassumere, conta in negativo quando abbia appreso "cose" che non avrebbe dovuto apprendere.
Da qui si capisce che non un qualsiasi pappagallo, solo per il fatto di essere adulto o essere indipendente, è idoneo per crescere i giovani, ossia per fare il tutore. Avere dei pappagalli tutori "atti" richiede tempo per l'osservazione previa. E’ indispensabile sapere quale respingere e perchè.

Ecco un Tutore, che insegna ai pulli esercizi fondamentali per fortificarsi e allenarsi alla destrezza dei movimenti

Il Tutore che, sempre facendo il pagliaccio, offre esempi di esecizio e gioco ai giovani

Il nostro Tutore, Lola.

A cosa serve un pappagallo-tutore?

L'uso del pappagallo-tutore riguarda la necessità che il pullo apprenda comportamenti che noi come umani, non possiamo insegnargli.


Per esempio:
apprendere a relazionarsi e comunicare con un altro pappagallo. Questo ci faciliterà il giorno in cui gli cercheremo un compagno e che non divenga un'odissea il tenere dei pappagalli assieme. Aiuta anche il pullo ad identificarsi come pappagallo, ad apprendere a trarre profitto del pasto che gli offriamo (come prenderlo, come pelarlo, come mangiarlo...), ad apprendere che questa novità tanto "rara" che è nella ciotola è anch'essa del cibo.
Apprendere "norme", come il semplice fatto di aspettare il proprio turno durante il pasto, nonostante sembri una sciocchezza, il tutore sta insegnando "modalità" a quel pullo che altrimenti, in casa, sarebbe abituato ad essere il primo in tutto, e parlando in un linguaggio del corpo "di casa", sarebbe un bimbo "maleducato o viziato".

La piccola Tita che si domanda "tutto questo si mangia?"...

E il Tutore insegna rispondendo "sì, si mangia, ma io sono più grande e mi servo per primo!"

"...bene, allora aspetto quando toccherà a me, ora mi distraggo..."
 

Apprendere a curare e mantenere correttamente il suo piumaggio. La maggioranza dei pulli per istinto finiscono per apprenderlo da soli, ma ho veduto anche casi di pappagalli che "non sanno" come sistemarsi il proprio piumaggio.

E' necessario tutto questo?

Bene, credo che questa domanda si risponda da sola a questo punto. Senza dubbio e come già è stato provato in altri Paesi dove è più abituale ricorrere a questa pratica, questi piccoli tutelati-educati da tutori cospecifici  solgono essere più stabili, psicologicamente parlando. La mia personale opinione è che utilizzare questa tecnica nell'allevamento serve perchè il piccolo apprenda a identificarsi come pappagallo, apprenda a comportarsi come un pappagallo e abbia ben minori possibilità di soffrire di dubbi d'identità nel futuro.

Un giovane psittaciforme che, come Natura comanda, impara a fare il pappagallo, dai papagalli!
 

Il primo bagno della sua vita, per propria volontà, senza obblighi e senza terrore del getto d'acqua. Il suo futuro proprietario non potrà dire "al mio pappagallo non piace l'acqua"....ed io, Manuel, non dovrò dire, "non è l'acqua ma il modo nel quale gliel'hai fatta conoscere"...


Ringraziamo per questo articolo : http://www.associazioneitalianarecuperoanimaliselvatici.org (AIRAS)
 

Legni tossici e non per pappagalli

Dettagli

LEGNI TOSSICI E NON PER PAPPAGALLI

 

Pappagalli e legni

 

Non tutti i legni possono essere usati per la costruzione o fabbricazione del gioco o trespolo per il pappagallo.
I rami da utilizzare devono essere ben puliti e non spruzzati con antiparassitari.
Esistono numerosi vegetali (e frutti) potenzialmente tossici per gli uccelli. 
Qui di seguito verranno elencate tutti i vegetali con i nomi latini.

 

ATTENZIONE NON DARE MAI :

Avocado, Alloro, Clematide, Colocasia, Croton, Dieffenbachia, Digitale, Euforbia, Falsa Acacia, Filodendro, Fitolacca, Lupino, Mughetto, Oleandro, Ricino, Rododendro, Tabacco, Tasso e Vite del canada.

Inoltre i rami della piante appartenenti alla famiglia dei Prunus (il legno continee glicosidi cianogenetici, che se ingeriti si covertono in cianuro):

Albicocco - Ciliegio - Pesco - Prugno
 

Tavola delle piante, alberi, vegetali, ecc. non tossici e tossici per i pappagalli

VEGETALI NON TOSSICI

VEGETALI TOSSICI

Categoria

Nome latino

Nome italiano

Nome latino

Nome Italiano

ALBERI

Acacia

Aralia

Betula

Corylus Avellana

Diospyros kaki

Eucalyptus

Fagus

Fraxinus

Larix

Magnolia

Malus

Nothofagus

Olea europaea

Picea abies

Pinus

Populus

Quercus

Salix

Schefflera actinophylla 

Ulmus

Acacia

Aralia

Betulla

Nocciolo

Caco 1

Eucalipto

Faggio

Frassino

Larice

Magnolia

Melo

Faggio

Olivo o Ulivo 2

Abete rosso

Pino

Pioppo

Quercia

Salice

Schefflera

Olmo 

Acer rubrum

Acokanthera

Aesculus hippocastanum

Ficus

Ficus pumila, benjamina

Ilex aquifolium

Juniperus

Mespilus germanica 3

Nerium oleander

Persea americana

Philadelphus

Phytolacca americana

Robinia pseudoacacia*

Taxus

Acero rubrum

Albero frecce velenose

Ippocastano

Fico

Fico (appartamento)

Agrifoglio

Ginepro

Nespolo 3

Oleandro selvatico

Avocado

Filadelfo

Fitolacca

Robinia*

Tasso (albero della morte)

Attenzione: * Robinia pseudoacacia ci sono opinioni contraddittorie a proposito:alcuni esperti umani di botanica la considerano tossica (? non ho dati a riferimento di quale sostanza essa sia), altri la difendono, sostenendo che non causa nessun problema in quanto utilizzata da molti allevatori e consigliata da alcuni veterinari aviari.

1 Il caco in qualità di albero non è ritenuto tossico ma sul frutto vi sono ancora opinioni contraddittorie, pertanto finché non saranno fatte approfondite ricerche, consigliamo di non darlo quale alimento.

2 Come la maggioranza degli alberi ad utilizzo anche "umano" , in autunno l'ulivo viene trattato con idrossido di rame, pertanto è bene fare molta attenzione.

3 di questa pianta i semi dei frutti sono tossici : contengono acido idrocianico.

ARBUSTI

Abelia

Ananas comosus

Arbutus

Beaucarnea recurvata

Begonia

Berberis

Bougainvillea

Camellia

Cornus sanguinea

Dahlia

Elaeagnus angustifolia

Gardenia jasminoides

Heteromeles arbutifolia

Hibiscus rosa

Impatiens

Nandina domestica

Pteris cretica

Pyracantha

Rhaphiolepis

Rosa

Syringa vulgaris

Abelia

Ananas

Corbezzolo

Mangiafumo

 

 

 

Camelia

Sanguinella - Corniolo

Dalia

Olivo di boemia

Gardenia

Heeromeles arbutifolia

Ibisco rosa


Nandina/bambu sacro

Pteride cretica

Agazzino

 

 

Lillà

Buxus

Carissa macrocarpa

Codiaeum

Euonymus

Hydrangea hortensis

Kalmia latifoglia

Ligustrum vulgare

Melia azedarach

Philodendron

Rhododendron

Rhododendron canadensis

Sambucus 

Symphoricarpos albus

 

Toxicodendron diversilobrum

 

Bosso

Carissa macrocarpa

Croton

Berretta da prete

Ortensia

Alloro di montagna

Ligustro

Albero da rosari

Filodendro

Rododendro

Rododendro canadese

Sambuco

Symphoricarpos albus

 

Edera

EBACEE

 

 

Astragalus

Atropa belladonna

Cannabis sativa

Conium maculatum

Daphne mezereum

Datura

Euphorbia pulcherrima

Menispermum canadense

Oxalis acetosella

Poinciana and related

Ricinus communis

Rumex

Salvia officinalis 3

Senecio jacobea

Solanum carolineuse


Belladonna

Canapa

Cicuta

Fior di stecco

Stramonio /Erba  diavolo

Poinsettia - Sella di natale


Acetosella dei boschi




Salvia 3

Attenzione: 3 La salvia contiene un chetone complesso, il tuione, che può risultare tossico ad alte dosi.

PIANTE

PERENNI

Adiantum - Adianthum

Anethum graveolens

Asplenium nidus

Aphelandra squarrosa

Aralia

Arctostaphylos manzanita

Arctotis stoechadifolia

Asparagus densiflorus

Aspidistra

Calamintha

Calendula officinalis

Centaurea cyanus

Cerastium vulgatum

Chamaemelum nobile

Chlorophytum comosum

Cichorium intybus

Cirsium

Coleus blumei

Echeveria

Eugenia

Fittonia verschaffeltti

Gypsophila paniculata

 

Hemerocallis

Iresine herbstii

Lysimachia

Maranta leuconeura

Melica officinalis

Mentha

Mentha x piperita

Nephrolepsis bosotoniensis

Nephrolensis exaltata

 

Peperomia

Petunia

Pilea cadierei

Platycerium bifurcatum

Plectranthus australis

Raphiolepsis

Ruellia

Saintpaulina

 

Sedum morganianum

Sempervivum

Senecio rowleyanus

Sinningia speciosa

Stellaria media

 

Symphytum officinalis

Tagetes

Taraxacum officinalis

Tradescantia fluminensis

Tropaeolum majus

Viola

Adiantum

Aneto

 

Lingua di cervo

Afelandra squarrosa

Aralia

Manzanita

Asparago

 

Mentuccia

Calendula

Fiordaliso

Cerastio vulgatum

Camomilla

Falangio comosum

 

Cicoria selvatica

Cirsio

Coleo blumei

 

 

Fittonia

Velo di sposa-Nebbiolina

Emerocallide

 

Lisimacchia

 

 

Menta

Menta piperita

Felce di Boston

 

Felce di boston variegata

 

 

Pianta d'alluminio

Alicorna

 

 

 

Finta rosellina

 

Violetta africana

 

 

Pianta del rosario

Centocchio/ centone

Consolide maggiore

Tageta

Tarassaco

Nastruzio comune

Aconitum

Actaea pachypoda

Actaea rubra

Amaranthus

Arisaema

Asclepia

Caladium

Celastrus

Colocasia

Conium maculatum

Convallaria majalis

Delphinium

Dieffenbachia

Digitalis purpurea

Heliotropium

Hyoscyamus niger

Lantana

Lobelia

Lupinus

Medicago lupulina

Mentha pulegium

Mirabilis jalapa

Nicotiana

Ornithogalum umbellatum

Paeonia officinalis

Papaver somniferrum

Primula

Ranunculus

Rheum rhabarbarum

Rhus vernix

Rumex
Solanum melongena

Solanum pseudocpsicum

Solanum tuberosum

Toxicodendron radicans

Trifolium repens

Vicia

Vinca minor

Vinca rosea

Zantedeschia aethiopica

Aconito

Barba di S.Cristoforo


Coda di gatto / Amaranto

 


Caladio

Celastro

 

Cicuta maggiore

Mughetto

Speronella


Digitale

Eliotropio

Erba da piaghe



Lupino

PIANTE

RAMPICANTI

Cissus

Cissus rhombifolia

Gynura aurantiaca

Hoya

Kalanchoe blossfeldiana

Lonicera

Passiflora caerulea

Trachelospermum

Vitis

 

Clematis montanae
Epipemnum aureum
Gelsemium sempervirens
Hedera
Lathyrus odoratus
Wistaria

 

BULBI

Allium savitum

Lilium

 

Amaryllis
Hyacinthus orientalis
Iris
Narcissus
Narcissus jonquilla
Tulipa
Zigadenus venenosus

 

PALME

Aloe

Beaucarnea recurvata

Chamaerops humilis

Cordyline terminalis

Dracaena fragrans

Phoenix dactylifera

Yucca

 

Cycas revoluta

 

CACTUS

Crassula ovata

Rhipsalidopsis

Schlumbergera truncata

 

Lophophora williamsii

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il volo

Dettagli

IL VOLO NEL PAPPAGALLO

 

 

 


  1. Il mio pappagallo deve volare ?
  2. Il volo libero
 

 

volo nel pappagallo


Questo è un argomento molto difficile e controverso.

 

La pratica di tagliare le penne remiganti per limitare la capacità di volo si rende necessaria, secondo qualche "professionista", per alcuni pappagalli.

Per l' addomesticamento del pappagallo a volte é consigliato di tagliargli le penne, perché il pappagallo si lascia maneggiare con maggiore facilità.

Questo purtroppo non è vero, l'animale si arrende semplicemente a noi per sfinimento ma tutto il lavoro di acquisizione fiducia e disciplina non avviene tramite questo sistema.

 

L'unico motivo per cui si potrebbe usare questa pratica è per limitare il volo a quei pappagalli estremamente aggressivi che in una coppia potrebbero ferire mortalmente il partner o in casi gravi di rieducazione (pappagalli che aggrediscono persone).




Ma come ribadito, è una pratica che si effettua solo su, e dopo, consulenza di un veterinario o comportamentista di pappagalli e per il quale non esistono altre alternative (anche se personalmente le alternative a mio modo di vedere esistono sempre).


Pensiamo che il metodo migliore è quello di giudicare caso per caso e trovare la soluzione migliore.

 


Innanzitutto consigliamo di farlo fare da un esperto (veterinario o allevatore).

NON CIMENTATEVI NEL "FAI DA TE" !

 


L'obiettivo quindi è quello di limitare il volo battente, permettendo al pappagallo di conservare il volo planato.

Questo risultato è transitorio in quanto le capacità di volo vengono riacquistate nel momento in cui le piume tagliate verranno rimpiazzate da quelle nuove (il lasso di tempo dipende dallo stadio della muta in cui si trova il volatile al momento del primo taglio). Quindi non si tratta di un taglio definitivo.


E' importante dire che con questo taglio il pappagallo avrà ancora una capacità di volo, anche se ridotta.



Spesso tale taglio è utilizzato dove i soggetti trascorrendo la maggior parte del tempo in piena libertà al seguito del padrone, in giardino o all'esterno dell'ambiente domestico, potrebbero allontanarsi tanto da non riuscire a ritrovare la strada di casa o essere vittime di aggressioni da parte di animali, furto, oppure per un forte spavento prendere improvvisamente il volo ...

Ma non viene altrettanto detto che spesso questa soluzione porta nel tempo a problemi psicologici all'animale rovinando il rapporto di fiducia tra pappagallo e proprietario, e in casi più gravi alla non corretta ricrescita della penne delle ali, per il taglio effettuato in modo maldestro da gente non operante del settore.

A nostro avviso sarebbe ideale nella maggioranza dei casi optare per una voliera esterna, o utilizzare se abituati le pettorine apposite per il volo esterno.


Molti negozianti ed allevatori preferiscono tagliare le remiganti più precocemente al fine di rendere più semplice il processo di addomesticamento, QUESTA e' UN'ASSURDITA' IN QUANTO IL PAPPAGALLO VIENE OBBLIGATO E NON è COSI CHE SI ACQUISISCE LA FIDUCIA e spesso tale taglio porta susseguente a numerosi problemi di interazione con il nostro pappagallo.

All'acquisto di un giovane pappagallo, è importante NON tagliare le remiganti prima che abbia imparato a volare bene per almeno 3 o 4 settimane.

In questo modo il pappagallo potrà sviluppare i muscolo pettorali che altrimenti, risulterebbero ipotrofici.

Il taglio delle remiganti deve riguardare solo le primarie.

 

 

Questa scheda vuole solo essere informativa, ma di base Pappagalli.ch si rifiuta e non concorda sul fattore di tagliare le penne ad un pappagallo limitandone il volo se non in rari eccezionali casi particolari.

 

 

 


 

IL VOLO LIBERO

 

 

 

In alcuni stati da diversi anni si studia come permettere il volo libero ai pappagalli (termine inglese : "Free Flight")

Indubbiamente è molto bello poter vedere ed osservare il nostro pappagallo volare "libero" per i cieli. Ma questo non è esente da pericoli:


 

  1. Il pappagallo potrebbe volare via e disorientarsi perdendosi
  2. Il pappagallo potrebbe venir attaccato da un uccello più grande (esempio falco) 
  3. Il pappagallo potrebbe sbattere contro edifici (vetri) o automobili o altri elementi presenti
  4. Il pappagallo durante la fase di ascesa o per vari motivi potrebbe essere attaccato da un cane (o un gatto per i soggetti piu piccoli)
  5. Il pappagallo potrebbe venir a contatto con sostanze inquinanti o tossiche (agenti esterni o portati da altri uccelli selvatici)
  6. Il pappagallo potrebbe "attaccare" qualche persona, bambino o altro animale

 

Per questo tentare il Free Flight può essere per i nostri amici alati pericoloso, soprattutto se condotto in spazi non adibiti e/o con scarse nozioni a riguardo o con soggetti i quali non hanno acquisito la nostra totale fiducia e disciplina.

Pertanto una buona soluzione è il volo interno cioè di una struttura come una grande voliera oppure una palestra, magazzino vuoto o zona chiusa, ma sicura (esente da possibili pericoli, come ventilatori, stufe calde, ecc).
Questo permette il divertimento e la tranquillità al nostro pappagallo e a noi di esercitare al meglio con lui.

In qualunque caso, prima che portiate il vostro pappagallo all'esterno, assicuratevi che sia voi che il vostro pappagallo siate formati correttamente per affrontare questo passo.

Se volete saperne di più o documentarvi, vi lascio questo sito web di un addestratore esperto in Free Flight con pappagalli, Biro del Chris, qui: http://www.libertywings.com/
http://www.featherme.com/index.php/tag/chris-biro/

Ricordatevi che un sito o video non è una "scuola"  e non può sostituire il tempo di apprendimento reale che dovrete affrontare con l'aiuto di un vero addestratore, pertanto la cosa migliore è che poi vi affidiate a qualche professionista della vostra Regione o Nazione.



 
   
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