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Qui sotto
trovate le principali malattie degli Psittacidi.
Questa tabella
è a titolo indicativo, in caso di malattia dovrete contattare al più presto un
veterinario aviario. I sintomi non sono sempre caratteristici e la diagnosi
precisa si riscontra solo con un'autopsia. [per
saperne di più]
ARTICOLI
TABELLA
MALATTIE, SINTOMI E CAUSE
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Malattia |
Sintomi |
Cause e terapie |
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Malattie del sistema
digestivo : |
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Epatite |
Apatia, sonnolenza e
perdita di appetito o in alcuni casi bulemia. Diarrea. Difficoltà
respiratorie a causa di ipertrofizzazione del fegato che comprime gli altri
organi.
Evoluzione lenta ma grave e sovente mortale. |
Alimentazione troppo ricca
di grassi. (Arachidi, semi di girasole, ecc.) |
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Bulemia |
Voracità, dimagrimento
veloce, piumaggio opaco. |
Svezzamento prematuro.
Parassiti (acari rossi). |
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Enterite |
Presenza possibile di
sangue nelle feci, evacuazione stentata con ripetuti colpi di coda. Perdita
di vivacità e sonnolenza. Ventre gonfio e violaceo. Sete ardente,
dimagrimento veloce.
L'entretite accompagna sovente l'epatite. |
Troppi semi oleosi o
muffiti. Troppa verdura o troppo pastoncino all'uovo. |
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Megabatteriosi (di
Lorenzo Crosta, Med. Vet.) |
Le megabatteriosi sono patologie del tratto
digerente (prevalentemente del proventricolo), in grado di colpire diverse
specie di uccelli. Queste infezioni, frequenti nei pappagallini ondulati e
nei canarini, furono descritte negli anni ‘80. Benché non se ne
conoscesse con certezza l'agente eziologico, la malattia, almeno nel nostro
paese, fu definita "Micosi '80"; infatti, vista l'apparente
efficacia della terapia con un antifungino (l’Amfotericina B), si ritenne
potesse essere provocata da miceti. In realtà l’infezione, ora meglio
studiata, è causata da grossi batteri detti megabatteri. Esistono tuttora
però discordanze circa la loro esatta classificazione, c'è già, infatti,
chi parla di "megalieviti". La megabatteriosi è stata descritta
nei pappagallini ondulati, soprattutto nei soggetti da esposizione o
"Inglesi", nei Canarini e altri piccoli passeriformi, negli
Inseparabili, calopsitte, parrocchetti del genere Neophema, Cacatua, polli e
struzzi.
Le esatte modalità di trasmissione sono
sconosciute, ma si suppone che i megabatteri siano normali abitatori
dell'apparato digerente prossimale di canarini ed ondulati e che in
particolari situazioni possano provocare una malattia conclamata; l’atteggiamento
generale nei confronti del reperimento di tali megabatteri è pertanto
passato dal totale allarmismo degli anni 80, ad un atteggiamento più
morbido (trovarli è normale, basta che non diano problemi conclamati).
Sintomatologia
Gli animali si presentano dimagriti e un po'
depressi. Sembrano alimentarsi, ma ad un'osservazione più accurata si nota
che spesso raccolgono il cibo senza ingerirlo. L'infezione tende a
diffondersi rapidamente, ma la mortalità resta bassa. |
Diagnosi
I megabatteri possono essere identificati in
gran numero nelle feci degli uccelli ammalati o dopo lavaggio del gozzo, ma
si consiglia di ripetere gli esami perché la disseminazione non è costante
nel tempo. Ovvio che anche l’esame necroscopico, soprattutto l’istopatologia
del tratto interessato sono un ausilio indispensabile in situazioni di
patologia di gruppo.
Terapia
Si può tentare una terapia con Amfotericina
B, ma i risultati sono molto incostanti. La somministrazione di Lattobacilli
specifici da gozzo di pappagallo e l'acidificazione dell'ambiente gastrico
aiutano la normalizzazione della flora intestinale e, con essa,
l'eliminazione dei Megabatteri, ma tali misure devono durare almeno 30-40
giorni.
Prevenzione
Visto che nell'instaurarsi di questa malattia
sembra evidente una predisposizione di razza ed anche una sensibilità di
alcune linee di sangue (ad esempio alcuni ceppi di Ondulati Inglesi sono
maggiormente sensibili), si consiglia di escludere dalla riproduzione i
soggetti malati, limitando in tal modo la creazione di linee genetiche
resistenti. |
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Malattie
del sistema respiratorio : |
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Aspergillosi
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E’ un’infezione causata da un fungo che provoca perdita
di peso, difficoltà respiratoria, vomito,diarrea. Una importante causa
predisponente è rappresentata da una forma di immunosoppressione.
Respirazione affannosa,
inappetenza e a volte vomito, accessi di tosse, stato febbrile, sete ardente.
Dimagrimento progressivo, piumaggio opaco e a volte diarrea.
Evoluzione lenta verso la morte. |
Malattia dovuta a funghi
saprofiti che si sviluppano nei polmoni e sacchi aerei.
Un ruolo importante è
svolto anche dalla contaminazione ambientale: presenza di sostanze organiche
in decomposizione, ambienti sporchi e umidi, semi vecchi e mal conservati
(tutto ciò che favorisce lo sviluppo di muffe). Non è necessario osservare
delle muffe macroscopiche per stabilire che l’ambiente è contaminato. L’infezione
avviene per inalazione delle spore.
La terapia si può
tentare con la somministrazione di farmaci antifungini per via orale e
tramite nebulizzazione. |
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Malattie respiratorie
da Mycoplasmosi |
Si gratta costantemente la
testa con la zampa o contro un oggetto. La respirazione è rumorosa e
accompagnata da rantolii brevi. Scolamento nasale, palpebre incollate per il
pus seccato.
Evoluzione rapida e mortale. |
Bacillo intermediario tra
il virus e il batterio.
Malattia contagiosa. |
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Malattie
parassitarie : |
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Acariasi
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Acaro rosso (Dermanyssus
gallinae) |
Respirazione difficile,
irrequietezza, movimenti bruschi della testa, prurito, nervosismo.
Evoluzione lenta
E’ un parassita ematofago (che
succhia il sangue), e attacca gli uccelli di notte, mentre dormono. Durante
il giorno non resta sugli animali ma si nasconde nelle fessure, sotto le
gabbie, dentro i posatoi cavi. Un’infestazione grave può dare anemia
negli adulti e addirittura causare la morte nei nidiacei. Inoltre questo
parassita agisce da veicolo per le malattie trasferendo con la puntura virus
e batteri da un uccello all’altro. Dopo il pasto di sangue la femmina
depone centinaia di uova nelle fessure. I parassiti diventano adulti in una
settimana circa, ricominciando il ciclo. In poche settimane il numero di
parassiti che infesta l’allevamento può diventare enorme.
La presenza dell’acaro rosso può
essere identificata ponendo un foglio di carta ripiegato tra due gabbie.
Dopo un giorno o due si apre il foglio, e se sono presenti, si osserveranno
gli acari che corrono a nascondersi. Può essere utile anche controllare gli
uccelli di notte, cercando tra il piumaggio e nella gabbia con una pila. L’acaro
rosso può sopravvivere anche cinque mesi senza alimentarsi, pertanto lo si
può veicolare in allevamento attraverso gabbie e attrezzi di seconda mano.
Se si decide di comprare attrezzature usate, queste vanno disinfestate con
cura. Dopo un meticoloso lavaggio vanno trattate con un disinfestante quale
ad esempio il malathion, e poi riverniciate. Anche le misure di quarantena
nei confronti dei nuovi acquisti sono fondamentali per prevenire questo
problema. |
Trattamenti insetticidi e acaricidi
Nel trattamento dei parassiti dei volatili si
devono considerare due aspetti: il trattamento sull’animale e quello sull’ambiente.
Non è sufficiente limitarsi ad applicare dei prodotti sugli uccelli, se il
ciclo vitale del parassita si svolge anche nell’ambiente. Esistono due
categorie di prodotti: quelli che possono essere utilizzati sull’animale,
meno tossici ma con minore attività residua, e quelli da applicare nell’ambiente,
più potenti, con maggiore attività residua, e a cui gli animali non devono
essere esposti direttamente. Premettiamo come regola generale che qualunque
prodotto, topico o ambientale, deve essere usato rigorosamente secondo le
indicazioni riportate, per quanto riguarda dosaggio, diluizione, intervallo
di trattamento, precauzioni, ecc. Inoltre va rispettato il tempo di
scadenza, perché con il tempo i principi attivi perdono di efficacia anche
se conservati correttamente.
Piretro e derivati
Il piretro è l’insetticida più comune e
più sicuro. E’ una sostanza vegetale estratta dal Chrysanthemus
cinerariaefolium. Derivati sintetici del piretro sono piretrine e
piretroidi. Tutte queste sostanze vengono rapidamente degradate dalla luce e
perdono quindi di efficacia in poco tempo. L’azione, ma anche la
tossicità, viene potenziata dall’aggiunta di sostanze sinergiche quali il
piperonil butossido, che ritarda il metabolismo e aumenta la tossicità
delle piretrine negli insetti. In genere i prodotti in commercio sono al
1-2% di sostanza attiva. I piretroidi (tra i vari composti abbiamo:
alletrina, furetrina, resmetrina, tetrametrina, cycletrina) sono dei
derivati sintetici delle piretrine più stabili ed efficaci. I prodotti da
applicare negli animali hanno una stabilità abbastanza ridotta, e quindi
perdono di efficacia in poche ore o pochi giorni, pertanto l’applicazione
va ripetuta. Gli spray sono più pratici da usare negli uccelli, ma hanno
una scarsa penetrazione sotto le penne, e probabilmente le polveri, se
frizionate con le dita sotto il piumaggio, risultano più efficaci.
Carbammati e organofosfati
Queste classi di insetticidi sono molto più
potenti, e si utilizzano di solito nei trattamenti ambientali. La loro
attività residua è prolungata, settimane o anche mesi. Vanno anche
applicati con precauzione, utilizzando guanti di gomma e mascherina. La
confezione va sempre conservata, perché in caso di incidente è di enorme
importanza conoscere il principio attivo utilizzato. Vanno applicati dopo
aver rimosso tutti gli animali dall’ambiente. Prima della loro
reintroduzione l’insetticida deve essere ben asciutto e l’ambiente
adeguatamente arieggiato.
Ivermectina
L’ivermectina è un farmaco insetticida e
acaricida; negli uccelli si utilizza nel trattamento dell’infestazione da
acari e pidocchi. La forma commerciale è estremamente concentrata, e va
utilizzata opportunamente diluita. Una goccia di prodotto è sufficiente per
un uccello di un chilo, e se sovradosato il prodotto è tossico e può anche
causare la morte. Non è solubile in acqua, per cui il trattamento nell’acqua
da bere non è attuabile. Si diluisce il prodotto 1:20 con glicole
propilenico e si applica sulla cute, a livello di giugulare, o si
somministra direttamente in bocca. In genere occorre effettuare diversi
trattamenti ad intervalli di 10-14 giorni. Dosaggi elevati sono tossici nei
cardellini.
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Acaro della rogna (Knemidokoptes
pilae) |
Vive nello spessore della cute delle zampe, dove scava
gallerie. Provoca un ispessimento della pelle che assume un aspetto
crostoso. |
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Acari respiratori (Sternostoma
tracheacolum) |
Questi parassiti infestano la trachea e i bronchi di
volatili, canarini e altri piccoli fringillidi, in particolare i diamanti di
Gould. L’acaro vive e si riproduce nel sistema respiratorio, dove compie
il suo ciclo vitale in 2-3 settimane. Gli uccelli colpiti aprono il becco,
manifestano difficoltà respiratoria (movimenti della coda), e talvolta
emettono un tipico “click”. Altri sintomi sono: la perdita del canto,
tosse, emissione di muco dalle narici, debolezza e perdita di peso. Nei casi
più gravi l’ostruzione delle vie respiratorie causate dal muco porta a
morte l’animale. |
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Pidocchi |
Parecchie specie di pidocchi possono infestare i volatili. I
sintomi della loro presenza comprendono irrequietezza e beccate, eccessiva
attività di pulizia del piumaggio e penne danneggiate.
Irritazione, femmina che
non cura il nido, piume nuove deteriorate. La femmina
lascia il nido la notte, giovani vittime d'anemia grave e mortale. |
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Candidosi o Mughetto |
Perdita vivacità,
magrimento, difficoltà a deglutire. Placche biancastre nella cavità orale.
L'uccello staziona sul fondo della gabbia. A volte respirazione faticosa e
diarrea. |
Funghi che si sviluppano
nella cavità orale e esofago.
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Vermi intestinali |
Perdita di peso
rapidamente. Volo faticoso, bulemia, paralisi, anemia, respirazione faticosa. |
[per
saperne di più] |
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Scabbia
(Rogna) delle zampe |
Decorticazione di scaglie
nelle zampe, formazione materia giallastra. Gonfiamento zampe, apparizione di
croste, perdita di piume. |
Acari. |
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Scabbia
(Rogna) delle piume |
Abbastanza rara, le piume
si spezzano facilmente alla base. |
Acari. |
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Scabbia
(Rogna) del becco e
narici |
Macchie grigie e croste sul
becco, narici e intorno agli occhi. Il becco cresce smisuratamente con
aspetto poroso. L'uccello perde peso per difficoltà a nutrirsi. |
Acari. |
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Malattie
del sistema nervoso : |
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Epilesia |
Piume arruffate. Battito di
ali e caduta sul fondo della gabbia. Convulsioni. |
Rumori o trauma.
Alimentazione ma equilibrata, troppo ricca. Anemia. |
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Malattie
infettive : |
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Salmonellosi-Yersiniosi |
Sono trasmesse dalle feci di topo e si osservano più spesso
in inverno e nelle voliere esterne. Non si osservano segni particolari, ma
nel corso del tempo muoiono diversi soggetti.
Diarrea verdastra, mancanza
d'appetito, perdita rapida di peso, stanchezza, a volte vomito.
Evoluzione fatale in 5 giorni preceduto da
convulsioni. |
Battere : salmonella
All’autopsia si osserva
aumento di volume e colorazione più scura del fegato, necrosi del fegato e
della milza.
Terapia
In questo caso oltre alla
somministrazione di antibiotici si deve effettuare la lotta ai roditori.
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Colibacillosi |
Diarrea verdastra,
sonnolenza, mancanza d'appetito, perdita rapida di peso, vomito.
Evoluzione fatale in 1-2 giorni. |
Battere : colibacillosi
patogeno presente nell'intestino che diviene pericoloso in caso di stress o
altre malattie. |
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Malattia di Newcastle |
Affaticamento, sonnolenza,
disturbi respiratori, diarrea, disturbi nervosi, perdita d'equilibrio
La diagnosi richiede esami
di laboratorio che permettano l’identificazione del virus. Dall'autopsia
si possono osservare enterite catarrale e modico aumento di volume dei reni,
ma spesso non si osservano lesioni.
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Virus : paramyxovirus
Malattia incurabile
Non esistono terapie
specifiche. |
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P.D.D. |
Triste, vomito, feci con
resti di mangime non digerito, diarrea, perdita d'equilibrio.
In certi casi sistema nervoso. |
Virus che prende il sistema
nervoso e produce una dilatazione ventricolare. |
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P.B.F.D. |
Perdita rapida di peso,
uccello triste, piume in crescita cadono, deformazione becco. |
Virus: Circovirus.
Trasmissione virale per contatto con residui infetti, secrezioni, polvere
delle piume, materiale infetto. Trasmissione ache per uova.
Incubazione 21 giorni a 18 mesi. |
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Clamidiosi- Psittacosi-Ornitosi |
Diarrea verdastra o grigia,
sonnolenza, piumaggio opaco e arruffato, ali pendenti, perdita d'appetito,
perdita di peso.
I passeriformi sono meno
suscettibili alla clamidiosi rispetto ai pappagalli. La malattia può essere
sospettata in caso di malattie respiratorie ricorrenti. Si possono osservare
sintomi aspecifici: dimagramento, diarrea, difficoltà respiratoria,
abbattimento. La mortalità in allevamento in genere è moderata.
Contagiosa per l'uomo. |
Battere : Chlamydia.
Inalazione di polvere contaminata
(feci o piume)
La diagnosi richiede l’esecuzione
di esami diagnostici (esami istologici, sierologici, colturali).
Terapia
Si effettua con la somministrazione
di antibiotici appropriati nell’acqua e nel cibo, ma non garantisce l’eliminazione
dell’agente infettivo. |
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Vaiolo |
La diagnosi si basa sui sintomi clinici, sulla stagione
(anche se a volte compare in inverno o in primavera), sul fatto che i
soggetti colpiti non sono vaccinati, e sul tipo di lesioni che si
riscontrano all’autopsia. I soggetti morti di vaiolo mostrano, infatti,
lesioni polmonari e ingrossamento della milza. Anche le lesioni cutanee sono
abbastanza indicative. |
Il vaiolo è una malattia virale causata da un poxvirus. Il
virus che colpisce il canarino è in grado di causare la malattia anche
nelle specie di uccelli che si ibridano col canarino quali ad esempio gli
uccelli del genere Carduelis e Carpodacus.. L’incidenza maggiore di casi
di vaiolo si osserva in tarda estate ed autunno, per il fatto che questo
virus viene trasmesso principalmente da insetti quali le zanzare, ma
probabilmente anche altri insetti pungitori o da acari. Il virus del vaiolo
non è in grado di attraversare la pelle integra, e deve essere inoculato
tramite un insetto, oppure deve venire a contatto con le mucose. Il virus
può penetrare nell’organismo anche tramite abrasioni della pelle o delle
mucose. La forma clinica varia secondo la virulenza del ceppo, la modalità
di trasmissione e la suscettibilità dell’ospite. Si può osservare una
forma cutanea, una setticemica e una difteroide. La mortalità può arrivare
anche al 100% nella forma setticemica, mentre è bassa in quella cutanea. I
sintomi nella forma acuta comprendono letargia, penne arruffate,
respirazione a becco aperto e morte in 2-3 giorni. Se il decorso è meno
acuto si può osservare congiuntivite, blefarite e lacrimazione, seguite
dalla comparsa di lesioni proliferative intorno agli occhi e alla bocca; se
tali lesioni ostruiscono il faringe si ha la morte del canarino. Le lesioni
cutanee proliferative devono essere differenziate dagli ascessi da puntura
di zanzara, che causano un nodulo ripieno di pus caseoso.
Terapia
Non esistono trattamenti
specifici; utile per prevenire o combattere le infezioni secondarie può
essere una terapia antibiotica, ma in genere il canarino muore prima. Nella
forma cutanea si può applicare sulle lesioni un disinfettante astringente
quale mercurocromo o alcool. Le misure più importanti sono quelle
profilattiche. Il virus viene veicolato da insetti quali zanzare e acari, o
per il contatto attraverso le superficie epiteliali danneggiate. La stanza
dove sono alloggiati i canarini deve essere equipaggiata con zanzariere. I
soggetti ammalati devono essere isolati da quelli sani finché non sono
guariti, tenendo presente che possono restare eliminatori del virus, anche
se la loro immunità è in genere permanente. Una volta che il virus è
penetrato in un allevamento, questo è infettato in modo permanente, perché
il virus ha una forte resistenza. E’ anche possibile vaccinare i canarini
con un vaccino vivo modificato, che però non è reperibile in Italia. La
malattia si diffonde lentamente nell’allevamento, pertanto quando si
manifestano i primi casi è possibile salvare i soggetti ancora sani
isolandoli da quelli ammalati e vaccinandoli subito. Il vaccino può essere
eseguito a partire dai 60 giorni di età e si ripete tutti gli anni. Si
inocula tramite puntura nel patagio; dopo una settimana si verifica che
nella sede di iniezione sia comparsa una pustola, segno che il vaccino è
stato efficace. |
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